Carissimi,

Per quelli di voi che non lo sanno, oggi è il Coming Out Day! E per questo abbiamo deciso di condividere con voi alcune citazioni e notizie pubblicate proprio oggi.

Sappiamo tutti quanto questo possa essere un argomento difficile di cui parlare, e spesso da auto-concepire. Ma nel caso avessi bisogno di supporto, siamo a disposizione per tutti i membri della nostra associazione.


Il Coming Out Day si è tenuto per la prima volta negli Stati Uniti l’11 ottobre 1988. L’idea di celebrare il coming out con una ricorrenza apposita fu promossa da Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politico ed attivista LGBT di Los Angeles, durante il workshop The Experience and National Gay Rights Advocates. La data fu scelta in quanto si trattava del primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay, tenutasi appunto l’11 ottobre 1987.

La prima celebrazione si è tenuta nella sede della National Gay Rights Advocates a West Hollywood, California alla presenza di 18 degli stati statunitensi e dei principali media nazionali. La seconda edizione si è spostata a Santa Fe, New Mexico con la partecipazione di 21 stati. Grazie all’ampia copertura mediatica riservata all’edizione del 1990, a partire dalla quale ha iniziato a dare il suo importante contributo la Human Rights Campaign, la celebrazione del Coming Out Day si è estesa all’intero territorio statunitense con la partecipazione ulteriore di altri 7 paesi, fino ad arrivare a oggi dove la ricorrenza è celebrata in tutto il mondo.


Ma cosa significa Coming Out e da dove arriva?


L’espressione “coming out” deriva dalla frase inglese coming out of the closet (“uscire dal nascondiglio”, ma letteralmente “uscire dall’armadio a muro”), cioè “uscire allo scoperto”. In italiano la traduzione letterale sarebbe “uscir fuori”, ma questa forma non ha prevalso su quella inglese, a differenza di quanto accaduto con lo spagnolo (salir del armario) e il francese (sortir du placard). Con questo significato è più spesso utilizzato in italiano il verbo “dichiararsi” o l’espressione “uscire allo scoperto”. Questa espressione idiomatica deriva a sua volta a sua volta dalla metafora metafora skeleton in the cupboard / closet (“scheletro nell’armadio”), qualcosa che si ritiene imbarazzante o sgradevole e che si preferisce tenere nascosto. Nel nostro paese l’espressione coming out, che indica una scelta deliberata, è molto spesso confusa con outing, che indica invece l’esposizione dell’omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Il refuso è talmente imperante da essere ormai difficilmente correggibile: bisogna chiarire però che outing e coming out hanno due significati diversissimi, praticamente opposti.

Nonostante ciò, il termine outing deriva direttamente da coming out e fu coniato dal Time. La pratica è stata fortemente pubblicizzata dal giornalista americano Michelangelo Signorile (che preferisce il termine “reporting”) negli anni ’90, come arma politica di difesa contro quegli omosessuali conservatori che, per allontanare da sé i sospetti di omosessualità, si rivelano particolarmente fanatici nella deprecazione e addirittura nella persecuzione pubblica di quest’ultima.

Tags: gay comingout lgbt proud
Categoria: Celebrazioni
Pubblicato: 11 ottobre 2018 - 12:00


Ortolani Laura

Presidente

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